ATTIVITÁ MOTORIA DI BASE

L’importanza del movimento fisico

Nella misura in cui il movimento fisico è direttamente connesso all’incremento della motricità nel bambino, ne consegue che l’intero piano neurofiosiologico è interessato dagli effetti benefici del movimento abituale. In altre parole, l’età evolutiva è il periodo in cui la nostra mente integra l’automatismo degli schemi motori che si autorappresenterà, inconsciamente, per tutta la vita.

È quindi importante non scindere lo sviluppo corporeo da quello mentale ma, anzi, incentivare il bambino a praticare sia l’attività sportiva strutturata che quella libera, così da favorire l’elaborazione corretta degli stimoli sensoriali provenienti contemporaneamente dall’ambiente esterno e dal proprio corpo. Lo sport e il gioco all’aperto contribuiscono direttamente, infatti, a perfezionare il controllo corporeo e la coordinazione motoria, migliorando:

  • la tenuta del tessuto muscolo-scheletrico e la postura;
  • le funzionalità endocrina e cardiovascolare;
  • la qualità del sonno;
  • le percezioni uditive, tattili e visive;
  • l’autostima e l’emotività.

Il compimento dello sviluppo psico-motorio di base avviene infatti diversi anni dopo i primi passi: si stima che soltanto tra i 6 e i 10 anni il bambino acquisisca definitivamente il pieno controllo delle proprie abilità motorie e psichiche.

Centro di Ginnastica per la Salute

L’attività motoria di base

L’attività motoria di base contemplata dal Centro di Ginnastica e Salute nella persona del Prof. Davide Del Verme, insegna al bambino come rappresentare il proprio schema corporeo in modo completo e strutturato.

In quest’attività, si maturano le competenze di motricità fine e globale e si acquisisce la capacità di muoversi con destrezza nell’ambiente e nel gioco, controllando e coordinando i movimenti degli arti e della lateralità.

L’attività motoria di base nei bambini

Se ci accorgiamo che il nostro bambino presenta difficoltà evidenti a programmare alcuni movimenti corporei o a prolungare una comune attività fisica, è opportuno prevedere un consulto che esamini innanzitutto il quadro di salute generale: in quanto carenza di tipo neuropsicomotorio, il disturbo della coordinazione motoria necessita di una diagnosi che tenga conto dell’intera storia evolutiva del piccolo paziente.

In molti casi, la disprassia (un incedere scoordinato o una lentezza nei movimenti) si associa ad altri disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia e la disgrafia: tra le conseguenze, si registra un deficit di autostima che spinge il bambino a inibire ulteriormente azioni fisiche e iniziative personali. Un percorso di osservazione e terapia è quindi consigliabile al fine di monitorare la fluidità dei movimenti del corpo e la velocità di reazione agli stimoli esterni: il trattamento neuropsicomotorio ha infatti elevate possibilità di successo se intrapreso in età evolutiva.

Generalmente, gli esercizi di coordinazione motoria che il terapista propone al bambino contemplano l’utilizzo di tutti i distretti muscolo-scheletrici (cranio, tronco, arti superiori e inferiori) al fine di individuare con precisione le aree di intervento terapeutico. Affinché il bambino reintegri gli schemi di movimento nella vita quotidiana, sono considerati particolarmente efficaci alcuni esercizi e pratiche di gioco.